Pubblicato da: animadidio | 16 febbraio, 2006

La preghiera essenziale

La volontà di Dio, a cui dovremmo aderire con coerenza magistrale, con annullamento dell’ego, con autocomprensione profonda, porta ad un modo di essere (l’amore) che ci fa conoscere la verità,  la comunione con  tutto il creato e con Dio, affinchè ci conformiamo ad essa abbiamo  bisogno di un aiuto, da soli non possiamo farcela.

Ho letto di parecchie strategie per avvicinarsi a tale stato, ognuno indica una strada, un cammino, ma poi alla fine quanti la imboccano veramente?

Quanti arrivano a vivere in tale stato (se dicono di esserci arrivati, ne dovremmo vedere i segni rappresentativi)?

Penso pochissimi e di questi difficilmente ne verremo mai a sapere qualcosa prima (perchè amano la solitudine e non la pubblicità, il non essere conosciuti, neanche loro ammettono di esserci riusciti) che abbandonino questo livello di esistenza (la terra).

Vi chiedete il perchè?

La spiegazione è che “l’amor con l’amor si paga”, cioè l’amore (lo stato di cui sopra) si ottiene amando di vero amore!

In tutto ciò l’aiuto è quanto mai fondamentale.

Abbiamo pregato e lo facciamo ancora, in tanti modi, ognuno con un suo pregio particolare, qui vi voglio parlare di una preghiera particolare, chiamata nel titolo “essenziale” e che deve aggiungersi alle altre perchè il suo effetto è fondamentale e determinante a quello che è lo scopo della preghiera.

Questa preghiera viene fatta senza parole, togliendo quindi lo strumento principale di rappresentazione del nostro EGO, ci si chiederà come fare senza parole?

Riflettete, quando è che non usiamo la parola nella comunicazione cogli altri?

Quando siamo in comunione perfetta con gli stessi!

Quando abbiamo le stesse idee, gli stessi intenti ecc. ci basta uno sguardo, un’espressione per comunicare.

Nella nostra mente quando avviene che non usiamo parole per pensare?

Quando regna l’armonia di comunione con tutte quelle che consideriamo componenti divise del nostro essere ma che invece sono parti della nostra “unità“!

Allora quando possiamo pregare senza parole con DIO?

Quando raggiungiamo prima una unione con lui!

Unione di corpo, di mente e di anima.

Allora ci metteremo, senza parole, davanti a lui, ed esprimeremo il nostro ringraziamento, la nostra lode, la nostra debolezza, le nostre mancanze, ecc.

Lui risponderà, lo sentiremo nella nostra stessa unione, ci arriverà una comunicazione profonda, senza parole, che sarà significativa, determinante per il nostro essere.

Inizialmente sarà difficile, sia perchè la nostra unione con Dio è debole sia perchè la nostra abitudine ci porta ad usare quasi automaticamente la parola.

Allora è opportuno aver già imparato ad usare quello che viene chiamato il “silenzio” interiore cioè parlare nella comunicazione verbale cogli altri senza l’eco rafforzante della parola stessa che, trovando appunto il silenzio al nostro interno, si annulla appena pronunciata.

Far pratica di silenzio interiore fa parte di quella centratura del sè che dovremmo continuamente fare!

Riflettiamo un pò, cosa è la parola?

Il dare un nome, nominare qualcosa o qualcuno.

Perchè lo facciamo, anche quando pensiamo?

Potremmo evitarlo vero? Infatti l’uso della parola nel nostro pensiero viene fatto come rafforzativo, ma basterebbe “figurarsi” sensorialmente nel pensiero la cosa, l’azione od il qualcuno a cui ci riferiamo senza nominarlo.

Chiediamoci allora:

  • nellla nostra mente usiamo le parole perchè sono necessarie o per abitudine?

Facciamo ora un piccolo test, guardiamo degli oggetti e associamo ad ognuno non subito il nome ma la sensorialità (li stiamo vedendo, poi pensiamo di toccarli oppure associamo l’udito se hanno un suono,  oppure  l’olfatto se hanno un odore).

  • Di cosa ci rendiamo subito conto?

Che non è necessario nella mente ripetere il nome di ogni cosa ma lo facciamo per abitudine, così facendo però non ci accorgiamo che rafforziamo lo schema che sta dietro ad ogni nome, rafforziamo l’attaccamento alle cose, la mente diventa sempre più intrisa di parole e quindi di “suoni” come dei rumori, ogni parola ha come un suono mentale, una frequenza che ingombra la nostra mente, provate dopo un test di una decina di minuti di non uso delle parole come quasi per incanto cala una sorte di “silenzio” nella mente e la stessa è più lucida e pacata!


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